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Storia del Marchio
Chi disegnò il cane a sei zampe che significa energia in Italia
e nel mondo? La verità sul suo autore si è saputa ufficialmente
trenta anni più tardi. Luigi Broggini non ammise mai la propria
paternità e la certezza dellattribuzione del simbolo si è avuta
solo dopo la sua morte (1983), per mezzo delle testimonianze del
figlio riportate dal giornalista Dante Ferrari. La volontà di Luigi
Broggini di non comparire accanto al suo disegno vincente non ci
permette di avere una definizione ufficiale del significato del
suo cane a sei zampe. Dopo lattribuzione dellopera allartista,
si parlò di influenze nibelungiche per analogia con i temi oggetto
della sua ricerca formale.
Linterpretazione ufficiale, data dallufficio stampa dellEni
negli anni Cinquanta, spiega le sei zampe dellanimale fantastico
come la somma di quattro ruote dellauto più due gambe del suo guidatore.
Una sorta di centauro moderno, e anche quasi unassicurazione che
così il mezzo di locomozione diventi il più veloce possibile attraverso
la simbiosi fra la macchina e lautomobilista. Un interessante parallelo
possiamo individuarlo anche nella mitologia africana, in cui compaiono
animali con un numero di zampe superiori al normale, proprio per
significare una forza non comune: in Tanzania e in Kenia capita
di vedere, tra le statuette di legno intagliato dellarte makonde,
leoni e leopardi con sei zampe. Anche in Nigeria nei bronzi del
Benin, si trovano esempi di animali rappresentati con un numero
di zampe superiori al normale, proprio per significare una potenza
sovrannaturale.
La necessità di un nuovo simbolo in grado di rendere facile e immediata
la riconoscibilità della Società energetica italiana in ogni parte
del mondo è stata il motivo del concorso del 1952.
Il concorso.
Il concorso, bandito per due cartelloni stradali destinati ai prodotti
Supercortemaggiore e Agipgas, per due marchi e per la colorazione
di una colonnina di distribuzione di benzina, era aperto a tutti
gli italiani ed aveva un montepremi complessivo di 10 milioni di
lire (pari a 5.164,57 euro), una cifra rispettabile ai valori dellepoca.
La Giuria era composta da personaggi di grande rilievo nel mondo
dellarte e della comunicazione , a sottolineare limportanza che
lEni attribuiva al concorso. Il concorso ebbe un successo strepitoso.
Furono presentati oltre 4mila bozzetti e ci vollero quattordici
riunioni della Giuria per scegliere il vincitore. Allunanimità
poi, in una seduta conclusiva tenutasi nel settembre 1952 a Merano,
fu scelto il Cane a Sei Zampe, ma sul suo autore incominciò una
lunghissima, quasi misteriosa attribuzione.
Il bozzetto risultava presentato da Giuseppe Guzzi, in realtà
non lautore dellopera, ma solo il suo rifinitore, e questo particolare
importante non venne reso noto subito. Iniziarono le leggende: si
favoleggiava il nome di un noto artista che però non voleva comparire.Vennero
fatti molti nomi, fra questi quello del celebre Leo Longanesi, animatore
della vita artistica e culturale di quegli anni. Solo molti anni
dopo si seppe con certezza che lautore del bozzetto vincitore era
stato lo scultore Luigi Broggini, uno dei protagonisti nella scena
delle arti figurative italiane nei decenni a cavallo della seconda
guerra mondiale.
Il marchio attuale
La trasformazione dellEni da Ente Nazionale Idrocarburi in Società
per azioni, allinizio degli Anni Novanta, determina lesigenza
di un nuovo restyling per rinnovare limmagine del marchio della
Società che, approdando in Borsa, deve esprimere unorganizzazione
dimpresa profondamente mutata.
Il famoso designer olandese Bob Noorda, che già era stato contattato
nel 1972 per creare un vero e proprio marchio e sviluppare unimmagine
coordinata di gruppo, viene di nuovo interpellato per ripensare
la corporate image del moderno Gruppo Eni. La soluzione presentata
è un nuovo progetto grafico basato su elementi essenziali semplici,
ma di notevole forza e suggestione, in grado di aggregare i vari
settori dellimmagine e di confermare il valore della unitarietà
del Gruppo.
Il cane esce dalla palina ad angoli smussati, gialla con bordo
nero, molto legata alle stazioni di servizio, per entrare in unarea
di forma quadrata insieme al logo Eni. Il quadrato è attraversato
centralmente da un filo rosso orizzontale che separa i due elementi.
La nuova economia di spazi impone un ulteriore intervento estetico
sul cane che subisce un impercettibile intervento di accorciamento
per diventare uguale alla lunghezza del logotipo Eni composto con
carattere istituzionale filettato. Le cose questa volta sono andate
diversamente ricorda Noorda - è stato davvero molto più facile
accorciare il cane con il computer piuttosto che utilizzare le forbici
come tanti anni fa!.
Questo segno sarà il nuovo marchio dellEni e, con laggiunta della
parola group diventerà prefisso dei logotipi di tutte le Società
per confermare graficamente il nuovo assetto di Corporate.
Limmagine pubblicitaria è spesso molto effimera: niente invecchia
più rapidamente dellimmagine, logorata da tutti gli sguardi che
deve attirare. E particolarmente difficile inventare immagini che
riescano a sopravvivere alla durata della campagna promozionale
che illustrano.Quando disegno un marchio spiega Noorda - lo faccio
avendo presente laspetto culturale, non solo quello commerciale,
di unazienda. E cerco di pensare ad unimmagine che possa durare
nel tempo, senza apparire da subito superata, vecchia.
Bob Noorda ha creato oltre 120 marchi di aziende, tutti bellissimi
e incredibilmente attuali. |